Lun. Gen 19th, 2026
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Una penna si sveglia a mezzogiorno tutta scazzata, reduce da una notte insonne, e decide che è il momento di deformare la realtà che la circonda. È una penna che non vuol sentir ragioni, dice le cose che non puoi dire davanti a tutti.
Quadretti ospita ciò che le passa per la testa, anzi soprattutto per lo stomaco. In questa rubrica si sorriderà, si storcerà il naso, si lavorerà d’immaginazione. Tutto questo in letture che vi ruberanno sì e no un paio di minuti. Pronti?

È il freddo bolognese nella notte bolognese. No, è il caldo bolognese nel giorno bolognese. È le ossa congelate, le ossa evaporate. Ti odio Bologna ti amo Bologna. Puzza di piscio nelle strade ma la pioggia il torrente di pioggia il fiume di pioggia lo lava via. Puzza di fumo puzza di erba puzza di insofferenza e puzza di sudore puzza di curcuma curry cipolla peperoni aglio e ancora erba, i capelli s’impregnano di umori di ventenni bianchi e quarantenni neri e trentenni gialli e cinquantenni rossi verdi e blu e una birra ghiacciata sbatte contro il bancone e una risata fragorosa squarcia il silenzio delle due di pomeriggio e respiri la nausea per i vicoli rossi respiri la malinconia per i viali alberati mentre cammini a passo svelto cammini così per l’urbana urgenza di andare correndo e ti fermi a parlare con il barbone con il cartolaio con il cassiere perché qui tutti parlano proprio con tutti e ti ritrovi il cartolaio in Piazza Maggiore al concertone del primo maggio che ti riconosce si avvicina e ti racconta che è peruviano con genitori vietnamiti moglie cubana figli spagnoli amici italiani e si trova qui perché si era stancato e voleva cambiare vita e sta qui da quindici anni e si è girato un po’ l’Italia e si trova bene alla fin fine. Mi dicevano Bologna ti prende a Bologna ti perdi Bologna che schifo Bologna che matti io non ci volevo venire a Bologna ma ho trovato subito lavoro in quest’azienda e che fai lo butti? E no. Ma Bologna costa Bologna è un degrado Bologna non si capisce più nulla dicono che dieci anni fa non era così. Ma no, non dieci anni, di più, almeno venti, trent’anni fa. Nevicava e c’era una signora nebbia. Quello però è il riscaldamento globale, mica è colpa di Bologna. No, te lo dico io, Bologna ci ha traditi, Bologna si è tradita. E va bene, d’accordo. Dicono a Bologna può accadere di tutto. Non saprei. Non so bene perché la romanticizziamo tutti, mi ci metto pure io. È strano. Non ci trovo niente di romantico in molte cose. Sembra che abbiamo un disperato bisogno di idealizzare. Bologna ti prende. È solo una scusa per spappolarti il fegato potenzialmente ogni sera. Ti fa comodo questo girone infernale che si chiama via Zamboni come alibi. Ti piace dare un nome ai tuoi demoni e li chiami Pratello, Aldrovandi e Petroni. Non sei solo, qui piace a tutti fare così. Tutti ti amano, tu ami tutti. Di notte, una trasfigurazione. Al mattino tanto si ricomincia tutto da capo. Il caffè caldo nella tazza. Caldo caldo, mezzo cucchiaino di zucchero. Magari non piove. Quando andiamo a San Luca?

di Rossella Liotine

Laureata in Lettere Classiche e studentessa di Italianistica e Culture letterarie europee, appassionata di scrittura creativa, etimologia, letteratura.

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