Gio. Lug 25th, 2024
5/5 - (1 vote)

La condizione postmoderna ha in seno lo sradicamento di tutte le culture, con la conseguente imposizione dell’unica cultura dominante: l’utile. L’utilità, nel freddo rigore scientifico che la caratterizza, si sostituisce alla moltitudine di grammatiche che hanno regolato e armonizzato la convivenza e la coesistenza dei popoli sino al secolo scorso, imponendo omologazione e passivismo. La cultura non può essere considerata alla stregua di un rudimento funzionale all’ottenimento di un beneficio – edonismo puro sarebbe allora l’ethos dell’uomo contemporaneo -, ma dovrebbe essere concepita come il fil rouge che permette all’uomo di storicizzare se stesso, riannodando i processi storici che lo hanno condotto nel posto in cui si trova e permettendogli di programmare il futuro.

La campagna a difesa della cultura meridionale ha l’obiettivo di raccogliere la microstoria del Mezzogiorno a rischio di estinzione; riorganizzare il sapere dei tempi passati, le cui uniche custodi sono le generazioni predigitali (leggi gli anziani); e riorganizzarlo in modo da ostacolare lo sradicamento della postmodernità. Solo il rafforzamento del fil rouge che ci lega al passato potrà permetterci di programmare il nostro futuro in maniera attiva.
Per questo motivo abbiamo avviato una vasta campagna di interviste alle popolazioni anziane del Mezzogiorno, coinvolgendo scuole, università e popolazione civile. Lo stile non ha il rigore di un’intervista professionale e può essere svolta da chiunque. L’obiettivo è semplicemente raccontare dare la possibilità agli anziani del Mezzogiorno di raccontare quel Sud che è rimasto fuori dai libri di storia. La microstoria del Sud è nascosta, custodita nelle loro memorie; perciò chiediamo loro di donarla alle generazioni di oggi e di domani, di darci la possibilità di raccogliere e organizzare questo sapere, sottraendolo alla scure dello sradicamento e della cancellazione.
Se desideri prender parte alla campagna e contribuire con una videointervista, contattaci subito.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *