Una penna si sveglia a mezzogiorno tutta scazzata, reduce da una notte insonne, e decide che è il momento di deformare la realtà che la circonda. È una penna che non vuol sentir ragioni, dice le cose che non puoi dire davanti a tutti.
Quadretti ospita ciò che le passa per la testa, anzi soprattutto per lo stomaco. In questa rubrica si sorriderà, si storcerà il naso, si lavorerà d’immaginazione. Tutto questo in letture che vi ruberanno sì e no un paio di minuti. Pronti?
Novembre non piace a nessuno coi suoi pomeriggi di pece, coi risvegli umidi di pioggia, alle sette devi prendere il treno e l’ombrello lo sradica la tramontana che ulula al cielo. Al mio compleanno un bambino due bambini metà classe a pulirsi il moccio o a starnutire vicino alla torta. Nessuno ti omaggerà al posto tuo quindi omaggiati da sola. Novembre, una signora che non passa inosservata tutta avvolta nello scialle melanzana e annunciata al mondo dal tacchettìo dei suoi stivali lucidi di vernice rosso fiammante che sono un pugno nell’occhio. Una tipa attempata che al bar prende soufflé al cioccolato, alla faccia delle amiche sue. Non gliene frega un cazzo del colesterolo alto. Sceglie con cura il pataccone da infilare al dito e il pataccone da sfoggiare sul petto. Ovunque vada, risplende di bigiotteria dorata dalle migliori bancarelle del paese, quelle in cui i mercanti la riconoscono e le tengono da parte la merce più bella. Tira fuori la sua pochette delle medicine foderata in velluto e impreziosita da perline colorate. Una signora che vorrebbe sembrare più elegante ma non riesce a prendersi sul serio nemmeno lei, e quando ride, ride ancora più forte, dà un bacio e lo fa schioccare ancora più forte, mette due tre quattro strati di rossetto e non conosce vie di mezzo tra l’amore e la disperazione. Nelle notti più cupe l’angoscia le ha prosciugato la linfa che le scorre nelle arterie. Nei giorni più luminosi ha strappato il midollo più succoso e ha riso ancora più forte, perché la vita scherza con noi e allora noi la prendiamo in giro ancora di più, e lei a quel punto ci dice touché, mi inchino. Le dico il mio corpo brilla, i miei sensi sono pronti ad accogliere il mondo. Il mio sentire pensa. Poi, poi la mia mente, la mia mente. Se crepo domani, fino a oggi ho amato.

