Ven. Dic 12th, 2025
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Una penna si sveglia a mezzogiorno tutta scazzata, reduce da una notte insonne, e decide che è il momento di deformare la realtà che la circonda. È una penna che non vuol sentir ragioni, dice le cose che non puoi dire davanti a tutti.
Quadretti ospita ciò che le passa per la testa, anzi soprattutto per lo stomaco. In questa rubrica si sorriderà, si storcerà il naso, si lavorerà d’immaginazione. Tutto questo in letture che vi ruberanno sì e no un paio di minuti. Pronti?

Finalmente mi siedo sulla panchina e mi leggo in santa pace ‘sto libro che ho iniziato tre settimane fa poi l’ho mollato poi l’ho ripreso per due giorni poi l’ho mollato l’ho ripreso dopo tre giorni ho letto un capitolo poi l’ho mollato poi l’ho ripreso ho letto cinque pagine poi l’ho mollato di nuovo ed eccomi qua, sono venuta al parco sotto questo faggio e non mi alzerò finché non mi scapperà la pipì. Apro, inizio. Non faccio in tempo a finire la prima pagina che alle mie spalle comincia un monologo stridulo.
“Ma che brava la mia cucciolina! Ha fatto l’altra cacchina!”
Mi domando sempre come mai sia socialmente accettato che i padroni parlino ai loro cani a voce alta in pubblico. Riprovo a concentrarmi sulla mia pagina.
“Ma guarda che brava la mia cucciolona che ha fatto un’altra caccona!”
Arre’t.
“Chi è la puzzona più tenera del mondo? Sei tu, sei tu, certo che sei tu!”
Non ti risponderà mai, cazzo! Basta, mi sono stufata. Adesso mi alzo e me ne vado. Mi giro di scatto per andare in quella direzione e vedo un uomo davanti a un passeggino.

di Rossella Liotine

Laureata in Lettere Classiche e studentessa di Italianistica e Culture letterarie europee, appassionata di scrittura creativa, etimologia, letteratura.

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