Ci troviamo nella seconda metà del XX Secolo, durante la cosiddetta “Guerra Fredda”. Tale definizione deriva da una affermazione del 1947 da parte del giornalista americano Walter Lippmann e sta ad indicare quel periodo di tensione che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945) fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica (1991), che vede come protagonisti due “blocchi” contrapposti, differenti tra loro per ideologia ma accomunati dalla voglia di prevalere l’uno sull’altro: da un lato abbiamo il mondo occidentale rappresentato dagli Stati Uniti d’America, simbolo di democrazia e libertà, valori fondati sulla dottrina economica del capitalismo. Dall’altro, ad est, troviamo l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), la cui ideologia si basa interamente sulle idee e i valori del comunismo, trasformando quest’ultimo in sinonimo di oppressione e dittatura.

Ancora però non abbiamo spiegato il perché di questo nome, “Guerra Fredda”. Ebbene, a differenza di qualsiasi altro conflitto combattuto fino ad allora, il periodo che va dal 1945 al 1991 non è caratterizzato da uno scontro diretto tra le due superpotenze (USA e URSS), bensì da una tensione altissima dal punto di vista strategico, propagandistico e militare. Detto semplicemente, i due blocchi non potevano permettersi di arrivare ad uno scontro diretto, altrimenti quest’ultimo avrebbe quasi sicuramente distrutto l’intero pianeta e spazzato via la totalità della popolazione mondiale a causa dell’impiego delle armi atomiche: si stima che ne bastassero qualche decina per annientare il mondo. Quindi, se non si può combattere direttamente, tutta questa “tensione” come viene “scaricata”? La risposta è semplice, e avviene in due modalità differenti:
1. Guerre “minori”: la Guerra Fredda è caratterizzata da conflitti che si svolgono in aree specifiche del globo, dove USA e URSS si contendono il predominio, per dimostrare la loro potenza e supremazia ideologica. Sto parlando della guerra di Corea e della guerra del Vietnam (entrambe perse dagli USA) e anche dell’invasione sovietica dell’Afghanistan, insieme ad altri “battibecchi” che avrebbero potuto causare senza molti problemi la fine del mondo moderno;


2. Dimostrare all’avversario di essere migliore di lui in qualsiasi campo: scienza, tecnologia, armamenti, spionaggio, politica, propaganda, economia, diplomazia e potrei continuare per ore. Ma in un ambito in particolare USA e URSS hanno combattuto aspramente: la conquista dello spazio.
Quest’ultimo aspetto è passato alla storia come “corsa allo spazio”, una sfida caratterizzata da investimenti folli di capitale e forza lavoro per assicurarsi il predominio oltre l’atmosfera. Ovviamente, dietro alla sfida ideologica, si trovavano anche motivazioni di tipo militare e di sicurezza nazionale, infatti se una delle due superpotenze fosse riuscita a realizzare un missile talmente tanto potente ed efficace da inviare una bomba atomica in orbita intorno alla Terra, avrebbe potuto benissimo decidere di bombardare il blocco nemico in qualsiasi momento e con una facilità impressionante. In questo ambito, all’inizio l’URSS ebbe la meglio: il 4 Ottobre 1956 gli americani e l’intera popolazione mondiale si svegliarono al mattino come qualsiasi altro giorno, accesero la radio, e, sintonizzandosi su una specifica frequenza (20,005 MHz e 40,005 MHz), udirono un rumore intermittente, sempre uguale a stesso, un “bip-bip”. Quello era il suono emesso dal primo satellite artificiale della storia, inviato in orbita dagli ingegneri aerospaziali sovietici: lo Sputnik 1.

Potete comprendere lo spavento degli americani, che all’improvviso si trovarono deboli e indifesi di fronte alla potenza tecnologica sovietica, quindi iniziarono il loro programma spaziale, quello americano, che però fu, perlomeno all’inizio, un totale fallimento. Infatti, parallelamente, i sovietici mandarono in orbita lo Sputnik 2 con all’interno il primo essere vivente della storia ad andare nello spazio, la cagnetta Laika, che purtroppo morì in orbita, poiché la missione non fu progettata per portare indietro sulla terra un cane vivo, bensì solo ed esclusivamente per comprendere se una entità quale un cane (con processi biologici tutto sommato simili a quelli umani) potesse sopravvivere o meno nello spazio in una capsula pressurizzata.

Successivamente, gli USA si ripresero dai loro tentativi fallimentari e il 31 Gennaio 1958 riuscirono a lanciare in orbita il loro primo satellite artificiale: l’Explorer 1.

Il 29 Luglio 1958 nasce la NASA (National Aeronautics and Space Administration, “Ente Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio”) per coordinare meglio il programma spaziale americano.

Nel 1959, l’URSS lancia Luna 1 (la prima sonda a superare l’orbita lunare) e Luna 2 (la prima sonda e oggetto umano a raggiungere la superficie lunare).

Il 12 Aprile 1961, l’URSS spedisce il primo essere umano nello spazio: il cosmonauta Yuri Gagarin, il quale effettua un’orbita completa attorno il nostro pianeta in 108 minuti, per poi tornare sano e salvo sulla Terra: è una delle conquiste più importanti mai raggiunte nella storia dell’uomo.

Il 16 Giugno 1963 Valentina Tereškova fu la prima donna ad andare nello spazio e il 18 Marzo 1965 Aleksej Leonov compie la prima passeggiata extraveicolare.

Potete comprendere come a questo punto gli Stati Uniti si trovino in netto svantaggio, ma nonostante ciò riescono a recuperare terreno, inviando in orbita il 5 Maggio 1961 Alan Shepard, il primo americano della storia, seguito il 20 Febbraio 1962 da John Glenn.

Passano dei mesi e arriviamo al 12 Settembre 1962, la data in cui il presidente americano John Fitzgerald Kennedy pronunciò alla Rice University uno dei suoi discorsi più famosi e allo stesso tempo significativi per la storia dell’esplorazione spaziale, il quale recitava: “We choose to go to the Moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard.”, tradotto: “Scegliamo di andare sulla Luna in questo decennio e di fare le altre cose, non perché siano facili, ma perché sono difficili.”. Con questa affermazione, JFK annunciò al mondo intero che gli Stati Uniti d’America avrebbero impiegato gran parte delle proprie risorse economiche e le menti più brillanti dell’epoca per riuscire a portare l’uomo sulla Luna e farlo tornare a casa sano e salvo: era ovviamente un guanto di sfida lanciato verso i nemici sovietici.

Così facendo, iniziò il famoso programma spaziale Apollo, il quale durò dal 1961-62 fino al 1972 e vide 17 missioni in totale, 25,4 miliardi di dollari dell’epoca spesi (circa 170 miliardi di dollari odierni) e “soltanto” tre astronauti morti (durante la fase di esercitazione per la missione Apollo 1), un numero molto basso considerando che stiamo parlando dell’inizio dell’era spaziale, era in cui i livelli di sicurezza erano davvero molto bassi e molte delle conoscenze odierne non esistevano.

Dopo anni di tentativi e prove, il 21 Luglio 1969 la missione Apollo 11 portò i tre astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins sulla Luna. Nello specifico, di questi tre, Neil Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sul nostro satellite, Buzz Aldrin il secondo, mentre Michael Collins rimase in orbita lunare nel modulo di comando, non mettendo mai piede sulla Luna e guadagnandosi il soprannome di “uomo più solo della storia”.

A questo punto la Corsa allo Spazio è stata vinta dagli USA, ma nonostante ciò la competizione andò avanti fino al 1991, anno della dissoluzione dell’URSS. Dal 1969 al 1991 abbiamo la Salyut 1 (1971, la prima stazione spaziale, costruita dall’URSS), l’Apollo-Soyuz (1974, missione congiunta tra USA e URSS: è il simbolo della fine della fase più dura della competizione spaziale) e il programma Shuttle americano.


A questo punto della storia l’URSS era vicina al collasso e non aveva abbastanza risorse economiche per finanziare ulteriori progetti di tale portata, che ormai, sia in USA che in URSS, erano visti dall’opinione pubblica soltanto come uno spreco di denaro e forza lavoro, risorse che potevano essere reindirizzate in ambiti più importanti.
A questo punto ci possiamo chiedere: “Quindi la Corsa allo Spazio è finita?”. Beh, la risposta secca è no. Infatti, ad oggi gli USA non competono più con la Russia per il dominio tecnologico e spaziale, ma con la Cina, la quale è diventata una superpotenza tecnologica ed economica, quindi stiamo a guardare e vedremo come si evolverà la situazione.
Ad oggi, la NASA ha intenzione di andare nuovamente sulla Luna con il programma Artemis: il 1 Aprile 2026 la missione Artemis II è partita in direzione Luna segnando un record, vale a dire la distanza massima dalla Terra mai raggiunta da un essere umano: 407.000 Km dal nostro pianeta.

Concludo con un’osservazione: tra il primo volo dell’uomo mediante un velivolo motorizzato (17 Dicembre 1903) realizzato dai fratelli Wright, al primo allunaggio (21 Luglio 1969) sono trascorsi non più di 66 anni. Questo dato ci deve far riflettere, perché l’uomo è capace di grandissimi imprese, le quali però necessitano di ingenti somme di denaro, quindi se al posto di spendere soldi in conflitti e scontri inutili, che portano solo morte e distruzione, si potrebbero impiegare queste risorse per finanziare la scienza, la medicina, la tecnologia e anche l’esplorazione spaziale: se tutti questi soldi sprecati fossero stati indirizzati verso gli enti spaziali, molto probabilmente a quest’ora avremmo delle colonie su Marte.


