Dom. Lug 21st, 2024
5/5 - (6 votes)

Ares, dio della guerra, è tra le divinità greche, il dio più controverso perché incarna la guerra, ovvero l’aspetto più intrinsecamente violento e bellicoso di essa, in opposizione ad Athena, che rappresenta invece l’aspetto più razionale e strategico della lotta.
Rappresentato in tutta la sua bellezza fisica, indossa un’armatura d’oro, con corazza ed elmo, impugna uno scudo e una lancia, che donano al dio un aspetto fiero e mascolino.
Nato da Zeus ed Era in un luogo a nord della Grecia, dove vivevano popolazioni bellicose, non era molto adorato, perché rappresenta il sangue e la violenza più legati all’impulso di distruzione. Ares possiede un carro d’oro trainato da quattro cavalli immortali e la sua dimora, oltre al Monte Olimpo, è un palazzo in Tracia. Il suo culto nell’Antica Grecia era poco diffuso, infatti i templi edificati in suo onore, sorgevano lontani dalle mura della città e ciò è legato alla necessità di tenere i conflitti lontani dal vivere civile. Tuttavia incarna il coraggio del guerriero ed è spesso invocato durante le guerre in pieno corso, per infondere la fierezza e le strategia belliche necessarie alle vittorie. I suoi animali sacri, oltre al cavallo sono il cinghiale, il cane, il gufo reale, l’avvoltoio e il drago, dai denti di quest’ultimo nascerebbero, secondo il mito, gli Sparti, guerrieri armati pronti alla guerra.

Ares, fratello gemello di Eris, dea della discordia, è noto per il suo amore clandestino e passionale con Afrodite,  dea della bellezza, sposata con Efesto, noto per la sua deformità.  Tra i figli più conosciuti di Ares e Afrodite troviamo Armonia, dea che rappresenta l’amore romantico, segno della concezione dialettica della vita, concepita dagli Antichi greci, come conflitto tra opposti, da cui si generano le complesse faccende naturali e umane, che oscillano tra bellezza e guerre.

Il dio della guerra è l’incarnazione della mascolinità e dell’aggressività, anche se per i romani, che gli attribuirono il nome di Marte, fu declinato in caratteristiche meno sanguinarie, infatti, da lui prende il nome del mese di marzo, probabilmente perché in primavera avevano inizio solitamente i conflitti, e per la sua origine di dio protettore dell’agricoltura.

Ares, dio impulsivo e spietato, simboleggia la guerra distruttiva, meglio non invocarlo e non lodarlo, da tenere lontano dalle città, lasciamolo nel talamo con la bella Afrodite, nella speranza che dalla loro unione si generi sempre Armonia.

di Annachiara Borsci

Annachiara Borsci è docente di Filosofia e Storia al Liceo "Moscati" di Grottaglie (TA). Dopo la Laurea in Filosofia, conseguita all'Unisalento di Lecce nel 2004, ha proseguito gli studi conseguendo nel 2009 il Dottorato di ricerca in discipline storico- filosofiche presso la stessa Università di Lecce sul pensiero di Hannah Arendt dal titolo "Il problema del male e la rifondazione della politica".

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *