Intervista al prof. Federico Massimo Mazzolani sul Ponte di Archimede: cos’è, come funziona e perché è un’alternativa credibile allo Stretto. Parliamo del SFT – Submerged Floating Tunnel (o Tunnel Galleggiante Sommerso): uno o più tubi immersi a 20–30 m, che galleggiano grazie alla spinta di Archimede e sono mantenuti in quota con cavi ancorati al fondale o pontoni di superficie.
Vantaggi chiave: zero impatto visivo, nessuna interferenza con la navigazione, costo per unità di lunghezza pressoché costante e stabilità anche in cantiere.
Ricostruiamo la genealogia dell’idea: dal concorso internazionale del 1969 (progetto di Alan Grant) alla brevetto “Ponte di Archimede” (1984) di Elio Matacena; e il parallelo filone Musmeci sul sospeso. Mostriamo la ricerca italiana (Napoli “Federico II” + Politecnico di Milano) e il prototipo progettato per Qiandao Lake: 5 moduli prefabbricati, ancoraggi sperimentali e sezione “sandwich”.
Zoom su costruibilità e costi: per luci molto grandi (≈3,3 km) il Ponte di Archimede può risultare più economico del sospeso, con scala dei costi lineare rispetto alla luce. Infine, dove si muove il mondo: Norvegia (E39, fiordi) e Asia (Cina/Corea) spingono su SFT con centri dedicati e programmi di sperimentazione.

