Socrate non ha lasciato nulla di scritto, eppure ha fondato il modo stesso in cui pensiamo. Figura enigmatica e rivoluzionaria dell’Atene del V secolo a.C., egli sposta il baricentro della filosofia dalla natura all’uomo, dall’universo al logos interiore. “Conosci te stesso” diventa non uno slogan morale, ma un metodo di indagine: l’esame della propria vita come unica via alla verità.
Attraverso il dialogo e la maieutica, Socrate non trasmette nozioni ma smonta le false certezze, costringendo l’interlocutore a generare da sé la conoscenza. Il suo sapere è un “sapere di non sapere”, una forma radicale di consapevolezza critica che rifiuta ogni dogma.
Condannato a morte con l’accusa di empietà e corruzione dei giovani, Socrate sceglie di non fuggire, accettando la cicuta come atto estremo di coerenza: vivere e morire secondo ragione, non secondo opportunità. Così, la sua morte diventa il primo atto politico della filosofia: la testimonianza che la verità vale più della vita stessa.
📚 In questa lezione esploreremo la vita, il metodo e l’eredità intellettuale di Socrate, per comprendere come, da una piazza di Atene, sia nato l’orizzonte stesso della coscienza europea.

